CHOOSE LANGUAGE

101 motivi per sposarsi a Procida: #33 per leggere L’isola di Arturo all’ombra di un limoneto

101 motivi per sposarsi a Procida: #33 per leggere L’isola di Arturo all’ombra di un limoneto

I motivi culturali per scegliere Procida come Destination Wedding

Sposarsi a Procida, capitale italiana della cultura 2022, offre diverse occasioni per incontrare autori e scrittori del panorama letterario italiano.

L’isola di Arturo di Damiano Damiani (1962)

Procida è da sempre meta di artisti e scrittori che la visitano e se ne innamorano. La prima ad essersi accorta delle bellezze del nostro territorio è stata Elsa Morante, scrittrice habitué dell’isola che a Procida, nel 1955, all’ombra dell’agrumeto nel giardino dell’Albergo Eldorado, ebbe l’ispirazione per il romanzo che due anni dopo le valse il Premio Strega: L’isola di Arturo

Ambientata negli anni Quaranta, il romanzo vincitore narra la storia di un ragazzo, Arturo, che, orfano di madre, trascorre l’adolescenza nella sua isola natia, aspettando il ritorno del padre, una figura idealizzata come molti degli eroi delle sue storie.

Ripercorrendo i passi del giovane protagonista, si sale fino a Terra Murata, l’insediamento più antico dell’isola, partendo dalla Piazza dei Martiri, di fronte al Santuario S. Maria delle Grazie, riconoscibile per la statua dell’economista procidano Antonio Scialoja.

La Piazzetta, limitata a ponente, in vista della marina, da una semplice balaustra, splendeva, a quell’ora di un’accensione calma e stupenda, fra il colore rosa arancione dei suoi muri e il grande riflesso d’oro dell’acqua.

Dalla Salita Castello, una strada ripida, si giunge a Terra Murata approdando dinanzi l’ex Penitenziario dell’isola dove nel romanzo della Morante, è detenuto Tonino Stella, l’amico del padre di Arturo.

Questa era l’unica via dell’isola che conduceva alla porta della Terra Murata (così il popolo, in ricordo delle antiche fortificazioni, chiama la contrada del Penitenziario). […] La lunga striscia della strada, fino all’ultima svolta visibile, era deserta; e mi dava un senso di riposo salire per quella calma incantata, che pareva quasi offrirmi un rifugio nella sua orrenda malinconia. L’isola, che stendeva, in basso, la sua forma di delfino, fra i giochi delle spume, coi fumi delle sue casette e il brusio delle voci, mi appariva lontanissima […] Al termine, la salita si slargava in una terrazza, che offriva su due lati la vista del mare aperto all’infinito, di una freschezza celeste. Qua sorgeva la gigantesca porta della Terra Murata, con la sua profonda volta di pietra, e le garitte per le sentinelle scavate nei pilastri.

 

 

L’isola fa da sfondo alle mille avventure di Arturo e, per queste ragioni, ve ne consigliamo la lettura così da riconoscere ogni angolo procidano e scegliere i suoi scorci più caratteristi per il vostro Destination Wedding.